La visita da Braida per i soci ANAG presenti ad Asti: il racconto di Annita Toffanin
In occasione della premiazione dell’Alambicco d’Oro 2026, ANAG ci ha accompagnato a scoprire dove è nata la Barbera moderna, proseguendo l’itinerario di approfondimento cominciato con la Masterclass “Dal grappolo alla grappa” e la degustazione di vini Barbera e grappe di Barbera in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e la Distilleria Vieux Moulin.
Ed eccoci allora in casa di Giacomo Bologna, fondatore nel 1961 di Braida, artefice del percorso che ha trasformato un vino di trattoria nel vino d’eccellenza come lo conosciamo oggi. Proponendo l’uso delle barrique, dai più inizialmente avversato, salvo poi imitarlo, ed emergendo dopo le infelici vicende legate al metanolo.
Braida, nel cuore del basso Monferrato, ci ha accolti con simpatia ed energie tutte al femminile. Raffaella Bologna ci ha raccontato la passione per l’azienda di famiglia ricordando lo spirito intraprendente del padre che, con spirito critico e un po’ sognatore, non si accontentava mai di “fare quello che fanno tutti” e aveva impiantato perfino un bosco di querce, progetto tuttora in essere, per far sì che i discendenti, in un futuro tra almeno 150-200 anni, potessero disporre di buon legname da botte e non dipendere dal legname estero!
Bella anche la barricaia “al contrario”, che era stata progettata per essere come di consueto nella parte bassa dell’azienda, ma in seguito all’alluvione del 1994 il progetto venne modificato. Ed ecco allora l’ampia struttura che accoglie le numerose barrique, situata in una posizione più da vinsantaia che da barricaia. Tutta in legno, avveniristica per l’epoca, senza colonne, per nulla desiderate in Braida.
Ovunque abbiamo posato lo sguardo, abbiamo visto di contorno solo cose belle, dall’enorme affettatrice alle bilance e imbottigliatrici d’altri tempi fino ai quadri. Tutto presentato con elegante semplicità e in una pulizia assoluta, per nulla scontata in ambiti produttivi.
Con grande gentilezza, all’inizio della nostra visita, ci è stata presentata e lasciata toccare con mano la vinaccia, da cui tutto comincia per noi di ANAG e che anche il nostro presidente ha assaggiato con affetto.
Infine, la degustazione di una selezione di prodotti scelti con cura. La Regina Langhe Doc Nascetta, che con Limonte, Grignolino d’Asti Doc, sin da subito hanno testimoniato il legame di Braida con il territorio e i vitigni locali, pur non disdegnando qualche varietà internazionale. Poi si è passati a un intenso Montebruna Barbera d’Asti Docg per giungere alla completezza del Bricco dell’Uccellone Barbera d’Asti Docg che ha riempito di piacere i nostri palati. Infine lei, la grappa invecchiata da vinacce di Bricco dell’Uccellone, unica e ottima grappa Braida!
La sensazione che ci ha avvolti e che ci accompagna ancora è di sintonia e riconoscenza per questa azienda dalla solida tradizione ma nello stesso tempo giovanissima e proiettata al futuro in un percorso tutto in crescita, in un mondo vinicolo sempre più oberato dalle tristi vicende internazionali.
Annita Toffanin
socia ANAG
Sotto una gallery di foto scattate da Annita Toffanin durante la visita da Braida
(foto Annita Toffanin ©)




